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 08/09/2011 | Il “sabato nero” degli incendi

Il 27 agosto scoppiati 9 roghi. Risolta l’emergenza-Sibolla: l’area protetta è salva La sala operativa della protezione civile Gli ultimi dieci giorni di agosto hanno segnato un’inversione di tendenza per quella che sembrava essere un’estate relativamente tranquilla per quanto concerne il fronte degli incendi. I roghi che la Provincia ha dovuto affrontare in soli 10 giorni sono stati ben 45 ed hanno interessato un po’ tutto il territorio provinciale. La punta record si è avuta il 27 agosto, giorno ‘nero’ di tutta l’estate, quando sono scoppiati 9 incendi, di cui 7 in contemporanea. IL LAGO SIBOLLA - Tra questi, uno che ha destato particolare preoccupazione, è l’incendio di torba al lago Sibolla. Scoppiato alcuni giorni fa, ha destato non poche preoccupazioni, sia a causa del perdurare delle condizioni climatiche secche, sia per la situazione impervia del terreno che rendeva le operazioni estremamente difficili. Dopo, però, che sono iniziati gli interventi decisi nel corso di un sopralluogo effettuato la scorsa settimana da amministratori e tecnici, adesso l’incendio è completamente domato. «Adesso si prosegue con l’opera di bonifica, già iniziata all’indomani dello spegnimento – commenta l’assessore alla Protezione civile della Provincia di Lucca, Diego Santi, che ha seguito passo passo questa emergenza – forti del risultato ottenuto, grazie al prezioso contributo dei volontari che hanno lavorato: siamo, infatti, riusciti a salvare l’area più pregiata del parco naturale, messa in pericolo dal perdurare dell’incendio di torba». MODALITA’ DI INTERVENTO – Anche quest’estate, in molte occasioni è stato necessario l’impiego degli aerei dell’Antincendio Boschivo della Regione Toscana, coordinata dalla Sala operativa unificata, aperta permanentemente dal Servizio Regionale Aib. A volte, però, la dimensione e la localizzazione dei roghi è stata tale da richiedere l’impiego dei mezzi nazionali della Protezione Civile, attivati per mezzo del Centro Operativo Aereo Unico (Coau) di Roma. Su tutti i mezzi aerei opera personale addestrato specificatamente e l’utilizzo è determinato dalla richiesta del Centro Operativo Provinciale (Cop). Al loro arrivo, sul posto trovano già a lavoro un direttore delle operazioni di spegnimento – dipendente della Provincia di Lucca, delle Comunità Montante della Media Valle o della Garfagnana o dell’Unione dei Comuni della Versilia – responsabile delle attività intraprese e specializzato nella conduzione delle operazioni di mezzi aerei e di squadre a terra, composte da operai degli enti e da volontari dell’Aib, coordinati dal Coordinamento Regionale Volontari Antincendio Boschivi (Cvt). «In queste operazioni – commenta l’assessore provinciale Diego Santi – va sottolineato il grande contributo dato dai Vigili del Fuoco del Comando di Lucca per la difesa delle abitazioni, per le operazioni di spegnimento degli incendi di vegetazione e per il rifornimento di acqua ai punti di approvvigionamento dei velivoli. La collaborazione con i Vigili del fuoco è fondamentale e a loro va il nostro ringraziamento. Spesso, infatti, gli incendi si sviluppano nei pressi delle abitazioni e, pertanto, la loro opera diviene fondamentale soprattutto per la sicurezza dei cittadini». COME LAVORA L’AIB – Il lavoro svolto dalle squadre Aib a terra e dai velivoli è coordinato sul territorio dal Centro operativo provinciale (Cop), che opera dalle 8:00 alle 20:00 e che vede l’impiego di personale dipendente della Provincia e del Corpo Forestale dello Stato. Dalle 20:00 alle 8:00 il servizio viene preso in carico dalla Sala operativa unificata permanente (Soup) della Regione Toscana. «Il lavoro svolto dall’Aib – dice Santi – ha permesso di limitare il danno ambientale, naturalistico e paesaggistico, ma non sempre è possibile contrastare efficacemente l’azione dei piromani, come dimostrano i dati degli ultimi 15 giorni di agosto». LA PREVENZIONE – Una forte attività preventiva viene, attualmente, svolta dal comando provinciale di Lucca del Corpo Forestale dello Stato, i cui uomini stanno svolgendo attività di pattugliamento, portando parallelamente avanti le indagini per individuare le origini degli incendi per i quali si sospetta un dolo. «E’ comunque importante – sottolinea Santi – l’aiuto di tutti i cittadini. Una segnalazione di un fumo sospetto comporta l’attivazione tempestiva dell’intervento di verifica prima e, se necessario, di spegnimento. Esiste una percentuale abbastanza alta di incendi nati per cause colpose: una pronta reazione all’incendio significa poter limitare i danni e, soprattutto, preservare un bene collettivo, quale il bosco». I COSTI - «Il territorio provinciale di Lucca è uno dei più colpiti in Italia – spiega Santi – ed è uno dei pochissimi interessati dal fenomeno degli incendi invernali. Gli incendi non comportano, infatti, solo un danno ambientale, ma anche un forte danno economico per la collettività. A causa dell’azione scriteriata di pochi, si devono spendere forti somme e occupare uomini e mezzi che, diversamente, potrebbero essere impegnati in altre attività, magari più utili alla cittadinanza». La Provincia sostiene un costo per il mantenimento della macchina organizzativa di personale, mezzi e attrezzature, pari a 50mila euro l’anno. Cifre analoghe arrivano dagli altri enti coinvolti della gestione dell’antincendio e, cioè, Comunità Montane, Unione dei Comuni e amministrazioni comunali. Stando a quanto riportato dal Dipartimento della Protezione civile, il costo orario di un canadair si aggira attorno ai 14mila euro, mentre un elicottero della Marina militare o della Capitaneria di Porto, quando si alza in volo, costa 5mila euro. Il servizio svolto dall’elicottero dell’Aib, infine, ha un costo di 3mila euro.


 
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